26 Novembre 2020

Sono arrabbiata con me stessa e con il mondo intero.

Per quanto ancora questo mio carattere e modo di pormi mi rovinerà la vita? E per quanto tempo ancora devo pagarne lo scotto?

Sono una persona ansiosa e fragile e questo oramai l’avevate capito (forse anche dal titolo del blog?!!!) però sono buona e mi presto sempre per gli altri, anche fin troppo.

Sto dando anima e corpo per l’azienda in cui ho lavorato per 20 anni e ora sto anche facendomi in quattro per passare il mio lavoro alla persona che mi sostituirà.

Sono orgogliosa con me stessa perchè sono anche riuscita ad andare oltre, a mettere a tacere il mio orgoglio e ad essere professionale il più possibile.

L’ansia e il voler far tutto subito e la mia insicurezza però non mi hanno fatta sempre sembrare all’altezza, come avrei voluto apparire.

Mi sono lasciata sopraffare ed ho tanto ammirato colei che mi sostituirà, per la calma e la tranquillità con cui sta affrontando le cose.

Tanta invidia da parte mia.

Vorrei pormelo come obbiettivo, ma so che non ci riuscirò mai .

Eppure ci sarà un lato apprezzabile del mio modo di fare?

Il mio voler comunque far di tutto per aiutare gli altri, anche se a mio discapito …

Il mio voler portarmi a pari il più possibile.

Il mio stata sincera e trasparente fino in fondo

Il mio voler non lasciar niente indietro per non mettere nessuno in difficoltà

No, cari miei questo non traspare ed io sono così stufa ……..

Correre, correre, correre sempre senza nessun risultato non è mai bello, ma per una come me, vuol dire scendere di un gradino ancora più in basso.

Veder vanificato tutto quel lavoro fatto mi provoca rabbia perchè sapete io oggi non ho sentito neanche un ‘grazie’ uscendo da quella porta

21 Novembre 2020

Le cose belle richiedono tempo

Guadagnare la fiducia, una gravidanza, guarire un cuore spezzato, studiare per una laurea, imparare una lingua, costruire una casa e una famiglia, avviare un’impresa, crescere un figlio, imparare a cucinare, arrivare in cima, risolvere un conflitto, risparmiare per un viaggio, allenarsi per una maratona, allevare un cucciolo, curare il tuo corpo, una nuova abitudine, coltivare amicizie profonde, conoscere il tuo cuore.

Di solito scorre velocemente post come questi, ma su questo mi sono soffermata, dato che si parla spesso di quanto i giovani di oggi vogliano tutto e subito e non solo loro.

“Una volta ho lavorato in un posto assurdo, ero giovane allora.

Avevo risposto ad un annuncio per un lavoro che consisteva nell’archiviare gli abbonamenti sottoscritti per un’importante rivista editoriale.

Un lavoretto ovviamente per me all’epoca stupido, anche se poi non lo era così tanto.

Lo ricordo ancora, io e tante altri ragazzi, ci erano ritrovati immersi in quella strana avventura.

Buttati in uno scantinato il lavoro consisteva nel mettere in ordine alfabetico gli abbonamenti.

Eravamo quasi completamente abbandonati a noi stessi e senza nessun controllo, non facevamo altro che chiaccherare, e pensare a come trascorrere il tempo.

Di lavorare non ci passava neanche per l’anticamera del cervello.

Nel mezzo di questo gruppo però c’era una ragazza, che invece di perdere tempo, aveva deciso di perseguire la sua strada.

Così incurante di noi, si sedeva tutte le mattine ed archiviava, archiviava ed archiviviava, facevamo il suo lavoro, quello per cui era li.

Io ovviamente pensavavo, nella mia ignoranza di allora ‘ Chi glielo farà fare?’

Beh un bel giorno, scese qualcuno dagli uffici.

La chiamarono e la promossero ai piani superiori, a lavorare nella redazione.

Non vi dico il mio stupore, e fu per me quella una grande lezione di vita.

Ha poco a che vedere con la massima che ho postato sopra, ma ricordo quella ragazza come fosse ieri.

La sua costanza e lungimiranza nel tempo l’hanno premiata, mentre noi invece stupidi idioti siamo rimasti a ribollire nello scantinato

14 Novembre 2020

Mille pensieri in testa stamattina che proverò ad analizzare, scaturiti da due avvenimenti accaduti ieri.

Il primo:

Mi ha telefonato mia sorella (lei e mia madre hanno questa bella abitudine di telefonarmi solo per darmi brutte notizie!) per raccontarmi di un suo collega che si è suicidato.

Un uomo di 46 anni, prossimo alla separazione con due figli.

Apparentemente normale ma con un dolore cosi’ forte dentro, che neanche la sua collega/amica è riuscita a smuovere.

Mano a mano che mi raccontava la sua vita e come era, ho pensato “cazzo è uguale a me, la sua vita era identica alla mia”

E’ lontana da me l’idea di compiere un atto simile (state tranquilli), ma mi sono domanda quanta distanza ci sia dal piangersi addosso e non vedere via d’uscita, al fare una cosa simile.

Mi sembra di percepire una linea di confine sottile e talmente fragile, pronta a spezzarsi da un momento all’altro.

Ma forse non è cosi’, ci vuole anche una bella dose di coraggio e sangue freddo per pianificare una cosa del genere.

Non sono eroi, non fraintedetemi.

Gli eroi siamo noi qui sulla faccia della terra, che ci proviamo ogni giorno, ma non voglio giudicare, è solo un mio pensiero da animo sofferente.

Comunque mi ha fatto riflettere…

Secondo episodio:

Ho visto ieri sera in TV la prima serie del film di Tiziano Ferro.

Premessa, lui può piacere o meno come cantante, ma è un grande uomo perchè con quel documentario si è messo completamente nudo davanti a tutto il mondo, e non parlo solo del suo ‘coming out’.

Ha mostrato quanta sofferenza, ha abitato la sua vita ed il suo cuore.

Quanto dolore ha dovuto sopportare ed una cosa che mi ha colpita è stata il pezzo dove lui affermava che tutto quel dolore sopportato, te lo porti dietro tutta la vita ed impari a vedere tutto attraverso le cicatrici che ti ha lasciato.

E’ vero, qualunque cosa tu faccia, rimani sempre la stessa persona e quel vissuto farà sempre parte di te, anche se ti ha permesso di crescere.

Lui, poi con grande corraggio (anche qui…) è riuscito a scegliere se stesso e la sua strada.

Ha scelto di non sentirsi più un alieno, dentro al quel mondo in cui non si trovava

Io mi sento spesso cosi sia in mezzo alle persone che conosco, ma anche tra quelle che mi conoscono e mi circondano

Sono io un’aliena o non trovo la via d’accesso per stare bene con gli altri?

Il segreto per farsi capire, è sempre ed in ogni caso aprirsi e mettersi a nudo?

A voi le risposte, perchè io per ora non ne ho

7 Novembre 2020

E alla fine ci siamo ricaduti di nuovo, sarà per questo che ho emozioni contrastanti al riguardo?

Sentivo da qualche parte che la gente è più tranquilla perchè è un “deja vu, si sa già come comportarsi e come muoversi (o forse sarebbe il caso di dire come non muoversi..)

Io sento un pochino più di angoscia rispetto a Marzo.

A Marzo, era una novità poter avere tutto quel tempo a disposizione, era una novità far entrare il mio lavoro in casa, ed era una novità coabitare in 70 metri quadri tutti insieme giorno e notte ma spt TUTTO il giorno.

Ora sappiamo già come andrà a finire, niente è più nuovo, bisogna tornare ad abituarsi alla routine fatta di divieti e di autocertificazioni

Premessa, io sono una che sta volentieri anche in casa dato che tendo come indole ad essere pigra. Non amo dover uscire per forza.

Ma questo giro, mi manca un pochino l’aria ed il sentirmi libera.

La libertà ho sempre pensato, alla fine è uno concetto soggettivo

Ci si può sentire liberi anche perchè si sa di avere la possibilità di evadere anche solo mentalmente.

Si può accedere ad altre vie d’uscita.

Si può esplorare, conoscere nuovi mondi anche stando chiusi dentro casa

E’ per questo che non mi sono sentita angosciata durante il primo girone del lock down.

Ma ora quella strana sensazione di oppressione mi sta prendendo un po’ …

L’unica cosa che mi consola e che posso fare, è nuovamente tornare a viaggiare con la mente.

Mi rifugerò nei miei libri e nei miei progetti irrealizzati, mi rifugerò nel mio mondo che mi proteggerà ancora una volta dalla noia

E speriamo che passi

1 Novembre 2020

Questa settimana mi è capitato un episodio su cui riflettere

Io faccio tante cose, lavoro (ed in questo periodo è anche molto impegnativo), seguo due figli (e anche questo non scherza..), seguo una casa (se non voglio vivere in immersa da immondizia, panni da lavare e stirare ecc..), mi piace leggere, scrivere e incuriosirmi.

Forse faccio troppe cose e anche male, tendo a non concentrarmi a dovere e mi lascio trasportare.

Questo come si traduce? Che in mezzo a tutto questo, ci sono le chat e a volte mi capita il commento sulla chat scritto di pancia e magari non riletto, mi capita il commento sul web non perfetto e magari non completamente centrato

Ma se lo sento, lo devo scrivere e che male c’e’?

Sono fatta così, sono una di pancia, se ho qualcosa da dire, non riesco a stare zitta.

Però a volte per questa mia impulsività vengo ripresa o fraintesa.

Ed ecco la mamma che mi fa notare che potevo essere meno incisiva,

oppure l’altra che non perde occasione per mettere i puntini sulle ‘i’ e farmi notare che non mi sono espressa bene.

Ha ragione, ma che importa? Sono fatta così e l’altra sera in un circolo di mamme annoiate, hanno scherzosamente ironizzato su un mio whatsapp scritto forse troppo velocemente e senza star su troppo a pensarci

Ma una mamma però è intervenuta in mia difesa, dicendo

‘Ma Vale è fatta così….’

Ecco ha ragione ed anch’io devo accettare che perfetta non lo sarò mai.

Dovrei migliorarmi per essere meno precipitosa ed impulsiva ma chi vuole e ne ha voglia mi capisce lo stesso, l’importante è questo

…almeno spero…

5 Ottobre 2020

Domani rientrerò in ufficio, dopo ben 6 mesi riprenderò per 2 volte alla settimana la mia vecchia routine.

I sentimenti a riguardo sono molto contrastanti, ma di uno sono certa: ancora una volta va in frantumi il mio sogno di cambiare e stravolgere la mia vita.

Non che abbia fatto chissà cosa perchè questo si potesse accadere, ma la speranza ed i sogni sono sempre li ultimi a morire, no?

Comunque io appartengo a quella categoria che sto bene a casa, cioe’ ci sto bene nello smartworking. Mi piace stare a casa mia e non dover sottostare a certe regole non scritte della convivenza e dell’ufficio.

Tanto per incominciare:

  • non mi piace dovermi vestire bene per forza di prima mattina, è contro natura dover abbandonare abiti morbidi e comodi per indossare vestiti da pinguini che non ti fanno star comoda e qui aggiungerei una nota molto privata … grazie al Covid ho abbandonato definitivamente il reggiseno (viva gli anni 60 e il femminismo !)
  • non mi piace dover per forza parlare di mattina, a me serve un po’ di tempo per carburare (per questo dovrei alzarmi verso le 6 di mattina, buon proposito che rimando immancabilmente e che rimetto ogni anno nella lista delle cose da fare)
  • non mi piacciono le forzature e pensare di dover sempre dimostrare qualcosa perchè hai gli occhi di voi sapete chi, sempre puntati addosso
  • non mi piace colloquiare e dover per forza intrattenermi con persone che non mi piacciono, in questo caso nello specifico colleghi con cui ti ritrovi a dover dividere spazio e tempo prezioso della tua vita
  • non mi piace dover far finta, non ne sono capace e non lo sarò mai (ma per questa argomentazione non basterebbe un blog intero)

Potrei andare avanti ancora, ancora ed ancora ma non è già abbastanza lunga come lista e non vi ho già convinto a lasciarmi a casa mia a lavorare in santa pace per tutta la vita?

Tanto ve lo giuro, lavoro lo stesso.

Parola di impiegata, piegata

29 Settembre 2020

Devo prendere fiato, troppe cose stanno girando vorticosamente nella mia vita e nessuna di queste che mi fa piacere.

Tanti cambiamenti che daranno i loro frutti, ma in un lontano futuro per ora generano solo ansia.

E non ci voleva….. non sono pronta e non sono abbastanza forte.

Voglio e mi impongo di essere positiva, ma deve passare questa tempesta

Deve passare

Un pensiero che mi accompagna spesso, è che quando tocchi il fondo devi risalire per forza e per esperienza personale a me succede quasi sempre.

Nel marasma della mia negatività spesso il destino, la vita, il fato mi regalano un piccolo gesto o succede una piccola cosa che mi

fa sorridere, che mi fa piacere, che mi scalda il cuore e a me basta per risalire …

Aspettiamo …

23 Settembre 2020

Diciamo che in questo periodo il bicchiere che vedo è sempre mezzo vuoto e che non riesco a girarlo diversamente.

Per sincerità quindi, dico che:

Invidio quelle persone che riescono sempre a sollevarsi e che non sono melanconiche e tristi di carattere.

Invidio quelle persone sempre allegre, che il cielo le aiuta (battuta a parte).

Invidio quelle persone che sanno sempre dove andare, sicure di se e piene di risorse.

Invidio quelle persone a cui riesce tutto facile nella vita, che hanno fortune nel lavoro, nelle amicizie e magari anche nell’amore.

Invidio quelle persone che sanno sempre come porsi e che riescono ad ottenere con poche mosse l’apprezzamento ed i favori del prossimo

Invidio quelle persone che bastano a se stesse e che hanno la possibilità di dire di no, a volte.

Invidio quelle persone che non hanno bisogno di nulla, così nulla chiedono.

Invidio gli opportunisti, perchè sanno mettersi ovunque senza farsi tante domande

Invidio tutto e tutti ma soprattutto invidio chi non è come me, perchè non si ritrova a dover combattere ogni giorno per dover girare il famoso bicchiere ed andare avanti

16 Settembre 2020

Considerazioni:

la mia casella e-mail è intasata di corsi per star bene fisicamente e mentalmente…

corsi su come imparare a meditare

corsi sulla autostima

corsi su come prendere in mano la propria vita

corsi su come essere positivi

corsi su ogni cosa

ed allora mi faccio solamente due domande, semplici, semplici…

ma come è possibile che esistano così tanti ‘life coach’, o come vogliate chiamarli… cioè persone che improvvisamente diventano psicologi senza una laurea, maestri di vita e guru o santoni atti a propagandare spiritualità da tutti i pori o elisir di felice vita?

Domanda numero due: se loro stanno prendendo così piede… per loro intendono questi personaggi dotati di bacchetta magica, significa che c’e’ tanta richiesta e come mai le persone ne hanno cosi’ bisogno?

Io avrei bisogno di tutto come già sapete e come incita il titolo del mio blog, ma credo come me, tante altre persone.

Penso che tutti bene o male vogliamo le stesse cose, essere amati ed amare … tutto il resto è contorno e quindi perchè ci giriamo tutti intorno?

E perchè invece è sempre tutto così difficile?

Ce lo conferma anche Johnny lo zingaro, catturato ieri:

‘Volevo stare con lei, sono scappato ancora una volta per amore. Ho fatto una grossa fesseria, lo so’

Capite, solo questo serve e smuove ancora mari e monti e sarà sempre cosi’

Io mi auguro soltanto di trovarlo tutto questo amore, prima di tutto dentro di me