19 marzo 2021

“Non ho Dio tra i miei amici, l’ho cercato spesso, forse nei momenti, nei luoghi sbagliati, ma ne sento la mano, nella bellezza delle cose, negli interrogativi che l’amore mi fa piangere”

“Con la solitudine il rapporto si è usurato, come con tutto il resto. C’e’ stato un periodo, quando l’alcol era ancora una colonna sonora piacevole, in cui uscire da solo voleva dire stare con tutti, tutti quelli incrociati per la strada, una meravigliosa incapacità mi rendeva incomprensibile la concezione di sconosciuto, straniero. Mi porto incontri indimenticabili di quel periodo, volti, storie profonde quanto l’intera avventura umana.

La solitudine parte da dentro, può voler dire stare con il mondo intero oppure l’esatto contrario, sentirsi in un sarcofago dove ci si è chiusi, inchiodati da dentro. E io così mi sono sentito per tanto tempo.”

la casa degli sguardi – Daniele Mencarelli

7 Marzo 2021

‘Il mio passato mi sfila davanti agli occhi come un’unica, enorme, occasione persa, sacrificata sull’altare del mio modo di essere, vedere.

‘Nella voce di mia madre è ricomparso l’amore di sempre, quello che fa alzare il sole alla mattina, che ordina con precisione le maree.’

‘Tutto chiede salvezza’ – Daniele Mencarelli

25 Febbraio 2021

Lo sapete quale è la cosa che più divertente che mi è capitata in questo periodo? E’ stata fare un telegramma di condoglianze.

Premessa tutto il mio rispetto per la persona a me cara che ha perso il suo papà; ma non sapevo da dove si partisse e ho incominciato a domandarmi cosa si fa in questi momenti.

Ho pensato ad un telegramma e dopo essermi informata, se questa prassi sia ancora di uso comune, ho trovato il numero.

Ho chiamato il numero gratuito che poi non lo è, della vecchia Telecom e ho dovuto digitare e porre la mia scelta su ‘telegrammi di condoglianze’.

Ma vi rendete conto che lì ci sono delle persone assunte per ascoltare tutto il giorno messaggi di cordoglio?

La cosa mi ha fatto sorridere e mi sono immaginata un enorme stanzone, magari uno scantinato, dove queste persone ‘addette alle condoglianze’ dietro ad un pc o ad un telefono grigio con la rotella(preferisco immaginarle magari negli anni 20) sono lì messe per scrivere sotto dettatura questi telegrammi

Direte voi, ma tanto è un lavoro come un altro …. è verissimo ma chissà cosa ne sentono, e chissà quante telefonate curiose gli sono capitate… e tutti telefoneranno con il tono triste o ci sarà anche qualcuno che ride e riesce anche a fare dell’ironia?

E il testo? Sempre le stesse parole … ti siamo vicini, sentite condoglianze e così via oppure ogni tanto capita anche qualche frase un pochino diversa?

Questo ed altro mi sono soffermata a pensare mentre dettavo il mio banale messaggio.

La persona che ha preso nota, non aveva un tono di voce tanto allegro, ma era giusto così … in linea con il suo ruolo

fatto sta che a me sembra anche di averla riconosciuta, mi sembrava fosse la stessa che prima mi aveva attaccato il telefono in faccia così ho anche azzardato un ‘ma era lei quella di prima?….

molto professionalmente mi ha risposto ‘no Signora…’ e io dulcis in fundo me la sono immaginata ridere di nascosto per lo scherzo che mi aveva fatto.

Va beh per questa volta passi anche la presa in giro, basta aver allietato la serata di qualcuno

17 Febbraio 2021

“La nostra caposala era donna bellissima ma nerboruta e dalle dimensioni giunoniche. Aveva occhi verdi di fuoco con i quali ci allineava tutte lungo il muro, e poi faceva l’appello. Io ascoltavo quell’appello con le braccia dritte lungo i fianchi e la faccia china, come avessi ascoltato la mia punizione. E quel fatto mi ricordava il tempo in cui, avendo fatto gli esami di stato, andai a prendere il mio verdetto. Ero stata respinta. Ecco, ora, lì dentro, ogni giorno, ogni ora, venivo respinta dalla società.

Alda Merini – L’altra verità

… Questo brano parla da solo e io non ho nulla da aggiungere ..

8 Gennaio 2021

Sapevo che ci sarei ricascata, e sapevo anche in quale modalità, quello che mi fa rabbia è lasciarsi travolgere.

Appena ho messo la testa fuori di casa, è arrivata.

Una sensazione di soffocamento, di stordimento mista a insofferenza e voglia di scappare.

E’ tornata a trovarmi LEI, la mia amica ansia, e lo sapevo che sarebbe tornata.

La chiamano la sindrome della capanna, se non sbaglio, che si è creata in questo periodo della Pandemia.

Le persone si sentono tranquille solo in casa.

E per me è stato così.

Il mio malessere però, non è legato alla pandemia, perché non ho paura, prendo le giuste precauzioni e sono fatalista ed incosciente, tanto quanto basta.

Il mio malessere è legato ad altro, a qualcosa di più insito e radicato.

Ci combatto, lo comprendo ma faccio davvero fatto fatica a non soccombere.

Devo lottare e cercare di non farmi prendere dal panico perché mi aspetta una ripresa lavorativa molto impegnativa.

Devo uscirne forte e vittoriosa, se mi faccio prendere da Lei, non riesco a farmi conoscere ed apprezzare per come realmente sono.

Lei, mi fa apparire come mi sento internamente, agitata ed insicura.

Tutto appare offuscato e faccio fatica a ragionare con lucidità.

Tutto è estremamente pesante e difficile, ed una giornata mi sembra eterna.

Arrivo a sera, che mi sembra di aver scalato il monte Everest.

Peccato che io non lo faccia davvero, ne sentirei almeno i benefici !

Chi la vive come me, sa di cosa sto parlando e davvero non è facile combatterci ogni giorno soprattutto se hai deciso per il momento di andare avanti su una strada ed un percorso di un certo tipo.

Vedremo se riuscirò ad essere coerente con le mie decisioni, almeno per ora

23 Dicembre 2020

Prima che mi si ‘svampi’ definitivamente il pc, ci tengo a fare i miei più sinceri auguri di Natale a tutti i miei amici incontrati qui sul web.

Devo dire che spesso mi sento più me stessa con loro, libera di esprimermi e mostrarmi come sono, che con le persone ‘fuori’.

Comunque auguro a tutti voi, un sincero Natale, che vi riempia i cuori e che in qualche modo vi porti un po’ di dolcezza e di calore.

L’orso che c’e’ in me, direbbe anche “vi auguro che passi in fretta” ma a

– 2 giorni all’alba, faccio finta di crederci anch’io.

Più che altro sapete in cosa credo? E cosa sento? Sento il bisogno di tirare le somme, anche se sono fuori periodo (di solito lo faccio a settembre un bilancio).

Voi non ci credereste mai, perchè neanch’io ancora ci credo ma questo fine anno mi ha dato il buonumore, mi ha dato l’ottimismo e la forza di ricominciare.

Non so come sia successo ma sono cambiata, qualcosa in me è scattato. E’ come se mi fossi stufata da sola, di lamentarmi e di star male.

Ho lavorato tanto su me stessa ma prima, anche questo non bastava mai.

Ora qualcosa ha fatto click, ho capito delle verità importanti.

E’ come se le avessi viste solo ora, nonostante le conoscessi da sempre.

Sono meccanismi complessi ma ora non ho voglia di ragionarci, mi prendo e godo solo i risultati positivi che mi sono arrivati, in maniera del tutto inaspettata.

Non mi sono mai sentita così bene nella mia vita, e davvero ne sono contenta e orgogliosa perchè posso solo dire che è tutto merito mio.

A malincuore devo tanto a questo 2020 e a questa pandemia che mi ha fatto apprezzare di più quello che avevo sotto gli occhi ma che non ero in grado di apprezzare.

Sono tante però anche le cose che mi auguro nel 2021, da buon Sagittario non mi accontento mai, ma ci scriverò un’altro post, perchè mi sono già dilungata troppo per i miei gusti.

BUONE FESTE A TUTTI e vi auguro che possiate trascorrerle al meglio, facendo tutto ciò che vi pare

9 Dicembre 2020

In questo periodo sono senza la mia Dottoressa, che cura i miei malumori, gli da un nome, mi rimette in sesto, mi fa cadere, rialzare, a volte arrabbiare ma in qualche modo mi tiene in equilibrio, così sono passata all’autoanalisi.

Ho dei guru che seguo on line, ma giusto appunto uno di questi suggerisce che per fissare dei concetti bisogna metterli nero su bianco (così non puoi barare avendo anche la possibilità di rileggerli in qualsiasi momento) così mi cimenterò a raccontarvi cosa imparo, a modo mio e speriamo che i miei guru non se ne abbino.

Dunque oggi ho imparato che per cambiare radicalmente la propria vita, non bisogna fare un salto nel vuoto, stile quei reality che fanno vedere coppie che hanno mollato tutto e si sono ritrovate ad aprire un chiringuito alle Baleari (peccato, ci speravo !!!) ma occorre procedere a piccoli passi e lavorare ogni giorno per raggiungere il cambiamento che ti sei prefissato (stile formichina operaia). Traducendo nessun colpo di testa !

Nella vita bisogna saper perdonare…. dunque su questo avrei da ridire, per me è un concetto troppo forte ed io non sono ancora pronta, nonostante sia una vita che mi sto preparando.

Perdonare, significa vivere meglio con se stessi e ti aiuta a superare il dolore che ti annienta l’anima

E fin qui nulla da obbiettare, mi sembra anche abbastanza ovvio.

Per poter perdonare devi procedere con un cambiamento radicale del tuo essere, devi ciò arrivare ad una trasformazione radicale.

Questa trasformazione, dove tu accetti il tuo dolore e la tua sofferenza (un muro del pianto, per dirla in concreto) ti permetterà di essere una nuova persona che riuscirà a vedere il proprio dolore con occhi esterni e a prenderne le distanze. Rinascerai, e avrai imparato a perdonare

Non sono stata molto chiara lo so, mi ripropongo di essere più esaustiva dopo che avrò letto i saggi a riguardo consigliati.

Ultimo consiglio del guro in questione approcciarsi alla meditazione e su qui potrei anche pensarci (va bene iniziare a pensarci?).

Scusate sono poco professionale, d’altronde cerco solo di imparare e comprendere

6 Dicembre 2020

Giuro che mi ero ripromessa di non scrivere l’ennesimo post lagnoso.

Giuro che mi ero ripromessa di scrivere qualcosa di positivo e divertemente (perchè che ci crediate o no, esiste in me anche quel lato nascosto, probabilmente ultimamente si è nascosto troppo bene)

Questo Natale non mi piace, non ne sento l’atmosfera e forse ringrazio il nostro ministro per avermi evitato qualsiasi obbligo conviviale.

Ogni anno mi capita, ma davvero quest’anno vorrei andare dritto al punto di partenza senza passare dal via, va bene non mi è riuscita….

vorrei semplicemente che queste feste passassero velocemente come dei giorni qualsiasi.

Penso che farò proprio così, riduzione al minimo dei festeggiamenti.

Non fraintendetemi, nonostante la mia ‘allegrissima’ indole gli altri anni mi sforzavo e cercavo di tirar fuori da dentro di me il lato migliore che lo spirito natalizio potessi darmi.

Questo perchè dovevo adeguarmi alla massa e far finta che il tutto mi piacesse, come facciata da tenere in pubblico.

Nel 2020 non sono obbligata e quindi posso non fingere, e non negare che mi fa schifo tutto,

Posso evitare di fingere di star bene in famiglia quando non è così.

L’unico obbligo ce l’ho verso i miei figli, indosserò un cerchietto con delle corna di alci, mi vestirò di rosso e preparerò un buon pranzo … per loro mi mascherò e farò finta che mi piaccia e passerà in fretta.

Nel frattempo mi porto avanti e quindi a voi, che non ne avete colpa

BUON NATALE